domenica 1 novembre 2026

La nostra ASD ospite alla Conviviale del Panathlon: una serata tra storia, mito e futuro!

Aschedamini, Distratis, Gerevini e Rovida

Il 28 ottobre l’A.S.D. Scacchi “Città di Crema” è stata ospite del Panathlon Club Crema, presso Villa Toscanini, per una serata dedicata alla storia degli scacchi, al loro fascino culturale e alla loro vitalità nel nostro territorio. A portare il saluto e presentare il percorso del Circolo sono stati il presidente Gianluca Distratis e il vicepresidente Aldo Rovida.

Un viaggio che parte dall’India

L’incontro ha ripercorso un arco temporale lunghissimo: dalla leggenda di Palamede, che avrebbe inventato il gioco durante l’assedio di Troia, alle origini più solide del Chaturanga, sviluppatosi in India intorno al VI secolo. Da lì il gioco è passato in Persia con il nome di Shatranj, per poi diffondersi nel mondo islamico e in Europa.

Il racconto ha evidenziato come gli scacchi non siano mai rimasti fermi: ogni cultura ha modificato nomi, regole e significati. Il termine persiano shah — “re” — è ancora oggi alla base della parola “scacco”, una traccia linguistica del lungo viaggio del gioco attraverso continenti e civiltà.

Dalle corti europee alla sfida con la macchina

In Europa gli scacchi sono entrati nelle corti, nella letteratura e nell’arte. Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento il gioco ha assunto una forma più dinamica, con l’affermazione della regina come pezzo più potente della scacchiera.

La serata ha poi ricordato il celebre Turco di Wolfgang von Kempelen, presentato nel 1770 come un automa capace di giocare a scacchi. In realtà, all’interno del mobile era nascosto un giocatore: non era intelligenza artificiale, ma un’abile illusione che anticipava il fascino — e le paure — del confronto tra uomo e macchina.

Sono seguiti due momenti che hanno reso gli scacchi un fenomeno globale: il “match del secolo” del 1972 tra Boris Spassky e Bobby Fischer, carico di significati simbolici nel pieno della Guerra Fredda, e la sfida del 1997 tra Garry Kasparov e il computer Deep Blue di IBM, quando per la prima volta un campione del mondo è stato sconfitto da una macchina in un match ufficiale.

Gli scacchi continuano a Crema

Dopo il viaggio nella storia, il focus si è spostato sul presente del Circolo. L’associazione è nata nel 1995 ed è cresciuta costantemente: oggi conta 73 soci, di cui 34 Under 18, più del doppio rispetto ai 36 soci del 2004.

La scuola ragazzi è attiva dal 1995 e si avvale di nove istruttori; nei corsi sono state coinvolte 21 classi in 6 istituti del Cremasco. Un impegno che va oltre la semplice didattica del gioco: gli scacchi sono uno strumento per allenare concentrazione, ragionamento, pazienza e creatività.

Grande spazio è stato dedicato anche all’Open Città di Crema – Memorial Ottavio Ravaschietto, giunto alla sua 26ª edizione. Dalle registrazioni del Circolo emergono 824 giocatori e 1.943 presenze complessive nell’arco delle edizioni: un patrimonio sportivo e umano che conferma la centralità dell’evento nel calendario scacchistico locale.

Grazie al Panathlon Club Crema

Ringraziamo il Panathlon Club Crema, il presidente Massimiliano Aschedamini, Fabio Gerevini e tutti i soci presenti per l’ospitalità e per l’attenzione riservata agli scacchi. Serate come questa permettono di raccontare il nostro sport fuori dalle sale di gioco e di condividere con il territorio una passione che unisce storia, cultura, formazione e comunità.

Gli scacchi restano ciò che sono sempre stati: sessantaquattro caselle, regole semplici e possibilità infinite. E a Crema continuano a essere anche qualcosa di più: un luogo di incontro, crescita e futuro.

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